Escursioni lunghe

Primo itinerario: Monte Frontè (m. 2153)- Monte Saccarello (m.2200). E’ un itinerario piacevole, che si svolge in ambiente molto aperto. Seguendo l’Alta Via dei Monti Liguri, si sale per prati al monte Frontè, quidi si percorre il panoramicissimo crinale che collega il Frontè al Saccarello. Da Nava in 15 minuti circa di macchina si raggiunge S. Bernardo di Mendatica. Da qui si prosegue per strada, che diventa presto sterrata, in direzione Triora verso il Colle del Garezzo. Dopo circa 3 km. si lasciano i mezzi nei pressi delle Case Penna (m.1515). Piegando a destra per prati e boschetti, si segue il sentiero dell’Alta Via che conduce in circa un’ ora e mezza, prima sul Passo e quindi sul Monte Frontè, dove si può godere una vista unica sulle sottostanti cittadine di Albenga e Imperia. Da qui si discende verso colla Garlenda e si segue l’ampia mulattiera che si tiene sul lato nord dello spartiacque. Costeggiando il Rif. S.Remo in meno di mezz’ora si raggiunge la grande statua del Cristo Redentore (m. 2166), si prosegue lungo una strada sterrata e quindi, per sentiero, si raggiunge l’ampia sommità del monte Saccarello. Per il ritorno si può optare per la discesa diretta verso il sottostante paese di Monesi. Secondo itinerario: Cima Mongioie (m.2630) Itinerario classico e frequentato. La salita è piuttosto lunga e continua. Tempo di ascesa previsto circa 4 ore. Da Nava in circa 20 minuti si raggiunge in macchina l’abitato di Viozene. Qui in prossimità della chiesa, in direzione nord, parte la strada asfaltata che presso le ultime case diventa mulattiera. Girando quindi a sinistra si devia sul sentiero che in mezz’ora circa conduce nei pressi del rifugio Mongioie (loc. Pian Rosso m.1550). Lasciata sulla sinistra la deviazione per il rifugio si prosegue verso nord-est, su sentiero evidente che, con alcune ripide svolte su costoni erbosi, conduce verso il Pian dell’Olio (m.2089). Percorso il pianoro erboso il sentiero piega a destra portandosi sul lato opposto del valloncello e, superata una strozzatura, si sbuca nell’ampia insenatura del “Bocchin d’Aseo”. Dal valico la salita procede verso sinistra sul versante est del Mongioie per erba e detriti. Si sale con varie svolte fino a sbucare sulla cresta sommatale rocciosa.Seguendola sempre verso sinistra si raggiunge senza grosse difficoltà la croce di vetta. Dal rifugio alla vetta occorrono circa 3 ore. Per il rientro si può completare il giro scendendo dalla parte opposta per la “gola delle scaglie”, sconsigliata per la salita per via del terreno molto friabile. Terzo itinerario: Punta Marguareis (m.2651) Percorso vario e interessante, in una zona ricca di fenomeni carsici. Il Marguareis è la vetta più alte delle Alpi Liguri; il percorso può essere diviso in due tappe pernottando al rifugio di nuova costruzione Don Barbera. In macchina, rispetto all’itinerario precedente, si prosegue per altri 10 minuti e si incontra la deviazione per l’abitato di Carnino Sup. (m. 1397). Lasciata la macchina, si prende un sentiero verso ovest; attraversato un ruscello ci si inoltra nell’aspro vallone di Carnino, sovrastato dai massicci contrafforti della cima Pian Ballaur. Lasciata a destra la diramazione per il passo delle Mastrelle, si continua con la mulattiera che si inoltra nella Gola della Chiusetta, superata la quale si entra, dopo un’ora circa di cammino, in un pianoro dove è presente il rudere di un vecchio rifugio affiancato da nuove costruzioni. Passando accanto alle nuove costruzioni si sale sul lato sinistro idrografico del vallone , fino a raggiungere dopo un’altra ora di cammino il nuovo rifugio Don Barbera (m. 2070) collocato in prossimità della “Colla dei Signori” , proprio sotto la strada militare che collega Monesi con Limone P. Alle spalle del rifugio si diparte una traccia di sentiero (ometti e segnavia rossi) che attraverso rocce carsiche si dirige in direzione nord-ovest verso un’evidente insellatura che si apre sulla cresta sud del Marguareis. Raggiunto il colletto (m. 2358), si piega a sinistra e si prosegue lungo la cresta per facili rocce. Facendo un po’ di attenzione in alcuni passaggi si raggiunge la vetta rocciosa dove è posta una grande croce metallica.