DUE AUTENTICHE COLONNE DELL'UNIONE DI ALASSIO

 

 

Anche se parlo di sacerdoti che hanno lavorato in Alassio nella parte centrale del secolo passato, ritengo che, ancora oggi, ci sia un gran numero di persone, di Alassio e di fuori città, che ricordano con infinito affetto e riconoscenza Don Giovanni Valerio Boccalatte e don Giovanni Cazzola.

Il primo era nato a Lu Monferrato, nel 1884. La mamma Rosa, accompagnando nel 1883, al Collegio di Borgo San Martino uno dei suoi undici figli, Pio, incontrò Don Bosco ed ebbe con lui un dialogo surreale e miracoloso: "Se il Signore mi concederà un dodicesimo figlio, lo regalerò a lei, don Bosco!" Il Santo sorrise e le disse che presto si sarebbero rivisti. L'anno successivo nacque il bambino, cui la mamma volle si mettesse nome Giovanni. Su insistenza del padre aggiunsero anche Valerio, che ricordava il nonno. Don Boccalatte, diventato sacerdote nel 1912, lo troviamo, insegnante elementare, nel Collegio di Alassio in quel lontano 1913 e Don Paolo Lengueglia che allora era il Direttore, gli affida la cura e la promozione dell'appena nata Associazione degli Exallievi. E' una grande intuizione, perché don Giovanni si dedicherà anima e corpo alla cura dei giovani che hanno appena lasciato il Collegio. Era cresciuto in una famiglia contadina profondamente cristiana: il fratello Pio era diventato canonico e la sorella Luigina, dopo aver conosciuto Madre Maria Mazzarello, divenne suora salesiana, e rimase accanto alla Santa e a Don Bosco fino alla loro morte. Si può dire che don Giovanni svolse il suo tirocinio già in famiglia, facendo suoi i preziosi insegnamenti dei due fratelli. Dopo l'abilitazione magistrale conseguì anche l'abilitazione all'insegnamento della matematica e da quel momento la sua vita fu vita di insegnamento con la parola e l'esempio. Di lui, che ho conosciuto personalmente negli ultimi anni della sua vita (mi insegnò a scrivere a macchina!), voglio ricordare il grande amore per la città di Alassio e per i suoi cittadini che conosceva personalmente, sempre pronto ad una buona parola e al conforto dei malati e delle famiglie dei defunti. Morì nel febbraio del 1961, lasciando in "eredità" l'Unione degli Exallievi a don Giovanni Cazzola.

Don Cazzola era nato a Savona nel 1902. Entrò fra i Salesiani già adulto: dal 1928 al 1936 lo troviamo, giovane chierico, ad Alassio, dove conosce don Boccalatte. Poi dopo aver girato diverse case si trasferirà definitivamente ad Alassio nel 1956, rimanendovi fino alla morte. Fu insegnante di lettere preciso, esigente, ma vicino ai giovani, con cuore salesiano e sacerdotale. Da quel momento si affiancò a Don Boccalatte, ormai anziano, e vedrà passare intere generazioni di Exallievi, per i quali diventerà non un delegato, ma "il delegato".Lo ricordiamo nel suo ufficetto in fondo al corridoio, annotare i cambi di indirizzo, le quote sociali, mantenere contatti epistolari (complimenti per le lauree, felicitazioni per le nozze e per i battesimi, condoglianze e preghiere per i defunti). Si sentiva, come già il suo predecessore, profondamente alassino; sono in tanti a ricordarlo alla recitadel Rosario per un defunto e dietro il feretro il giorno dopo (quando ad Alassio istituirono più parrocchie, mi esternò la sua preoccupazione: avrebbero potuto esserci due funerali
in contemporanea e allora che fare?). Per chi dopo anni tornava a rivedere l'antica scuola, don Cazzola rappresentava la continuità educativa nel più autentico spirito di Don Bosco, il volto noto, amico, il richiamo di tempi passati, ma soprattutto di un dono ricevuto, di un'educazione trasmessa, di una faticosa ma valida preparazione alla vita. Morirà nel marzo del 1996 (per anni era stato il decano dell'Ispettoria Ligure-Toscana).

Antonio Tassara

 

 

 

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